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LE REGOLE DEL GIOCO SI STRINGONO

Da qualche anno il paesaggio regolamentare, legislativo e giuridico, si è trovato profondamente scombussolato per causa della definizione di nuove regole del gioco che non riguardano più solamente i fabbricanti. Gli utilizzatori del materiale senza distinzione e i progettisti si trovano tutti implicati.

 

DEI FABBRICANTI PIU’ INQUADRATI:

 

All’inizio non c’era nulla, chiunque poteva improvvisarsi fabbricante. Nessun controllo di fabbricazione era organizzato e il fabbricante – in caso di richiesta – doveva solamente provare la conformità dei suoi prodotti.

In seguito, sono state adottate delle misure cautelative per garantire a tutti gli acquirenti la massima affidabilità dei prodotti comprati. Queste misure riguardano sia la progettazione della attrezzature che le procedure di fabbricazione delle stesse.

 

Affidabilità dei prodotti:

Per commercializzare un prodotto, il fabbricante deve già soddisfare due regole complementari fra loro: la conformità alle norme e l’attestazione CE di tipo.

Le norme: Decreto Legislativo 475 del 04.12.92. Attualmente i 3 punti chiave del nostro mestiere – sostegno del corpo, collegamento e ancoraggio – hanno dei testi di riferimento, e cosa molto importante, uguali per tutti i paesi europei.

L’attestazione CE di tipo, rilasciate da un laboratorio certificato, attesta che il prodotto messo sul mercato ha subito le prove di conformità e rispetta le caratteristiche essenziali della Direttiva 89/686 sui Dispositivi di Protezione Individuale. Un dossier sulle caratteristiche di progettazione del prodotto viene rilasciato al laboratorio. Questo dossier in pratica congela in qualche modo le misure, i materiali impiegati, …… al punto che qualsiasi modifica, come cambiare una fibbia su un’imbracatura o spostare una cucitura, devono essere l’oggetto di una domanda di estensione CE.

Da far presente che qualche prodotto soggetto ad invecchiamento come le corde o le fettucce d’ancoraggio devono possedere una data di scadenza obbligatoria indicata tramite un’etichetta o tramite un filo di diverso colore per distinguere l’anno di fabbricazione.

 

Affidabilità della fabbricazione:

E’ basato tutto sul controllo che permette di garantire il rispetto costante delle condizioni descritte nel del capitolato tecnico del prodotto durante la fase di fabbricazione. Il decreto legislativo 475 del 04.12.92 relativo la direttiva europea 89/686 sui Dispositivi di Protezione Individuale obbliga i fabbricanti ad effettuare questi controlli scegliendo tra:

  • Il controllo a campione
  • La fabbricazione soggetta a controllo di qualità e certificazione di qualità ISO 9001 o 9002.

Nel grande mondo della sicurezza sul lavoro, la quota parte dei fabbricanti di sistemi anticaduta è veramente minima. Le società di medie dimensioni (da 10 a 80 dipendenti – da 0,5 a 10 milioni di Euro di fatturato) adottano il sistema che meglio si addice alla loro struttura. Non sempre è possibile, se non altro per l’aspetto puramente economico, giustificare il costo di un responsabile della qualità.

 

DEGLI UTENTI MENO LIBERI:

 

Prima gli utenti non avevano nessun obbligo.

Dovevamo convivere con un sistema che lasciava l’utente libero di acquistare quello che gli sembrava migliore, una corda da un fabbricante di corde della zona, un imbracatura bassa da arrampicata in un negozio di articoli sportivi, etc … e, in caso di incidente, bisognava dimostrare l’affidabilità del prodotto utilizzato alle assicurazioni e alla giustizia.

Oggi, le regole sono più coerenti e l’utente non ha più la possibilità di acquistare e quindi utilizzare dei prodotti non conformi e che non possiedano delle attestazioni di CE di tipo. L’utente deve anche prevedere dei controlli periodici da annotare in un registro di sicurezza (EN 365 e d.lgs 81/2008).

Infine, se le regole a cui ormai la fabbricazione è soggetta assicurano all’utente una qualità costante e l’affidabilità del materiale acquistato, lo stesso Cliente non può più richiedere ai fabbricanti delle modifiche, seppure minime, a meno di accettare il costo di una procedura di prova specifica.

 

I PROGETTISTI

 

Prima, i progettisti potevano permettersi di concentrarsi sull’estetica, sull’originalità del progetto, sulla convivialità della realizzazione o sulla luminosità delle strutture ….. Gli addetti ala manutenzione o alle pulizie non sapevano come operare in sicurezza. In tutti i casi non gli rimaneva che una soluzione: correre dei rischi, spesso anche inutili.

Oggi, i progettisti hanno l’obbligo di occuparsi della futura manutenzione degli edifici progettati e di prevedere degli ancoraggi fissi per garantire la sicurezza per gli interventi sul tetto e in facciata (Direttiva 92/57).

 

SUBAPPALTO, IO SONO COMUNQUE RESPONSABILE

 

Prima, chi incaricava una ditta esterna dell’esecuzione di lavori a rischio, aveva l’abitudine di scaricarsi da ogni responsabilità facendo firmare alla ditta esecutrice di lavori in cui era previsto l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale un documento tramite il quale Egli dichiarava di avere preso visione e conoscenza dei luoghi e delle situazioni a rischio.

Oggi, il Decreto legislativo 81/2008 obbliga a redigere un Piano di Sicurezza, indipendentemente dalla durata dell’intervento che prevede lavori in altezza, piano che non esonera, in alcun caso, la responsabilità del committente, che ha il dovere di interrompere subito qualsiasi situazione a rischio.

 

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